Il racconto in prima persona di due giorni difficili, e i tre strumenti usati per attraversarli.
Nello storytelling esiste una struttura chiamata “il viaggio dell’eroe”: il protagonista viene chiamato a un’impresa, prova paura, incontra degli alleati e infine supera la prova.
La scorsa settimana ho vissuto il mio piccolo, personalissimo viaggio dell’eroe: due giorni di shooting fotografico. Per molti può sembrare banale, ma per me stare davanti all’obiettivo è sempre stata una fatica enorme, un limite vero che mi portava fuori dalla mia zona di comfort.
I tre alleati
- Rescue Remedy. Un grande classico: la miscela di emergenza dei Fiori di Bach è stata la mia ancora di salvezza per placare l’ansia da prestazione nei momenti immediatamente precedenti agli scatti.
- Melissa in tintura madre. Mi ha aiutata a distendere i nervi. Lavora sul sistema nervoso e sullo stomaco insieme, che è poi il punto: quando l’ansia si scarica sulla pancia, separare le due cose serve a poco.
- Il respiro. Il rimedio più antico del mondo. Riportare l’attenzione al respiro profondo e consapevole mi ha permesso di radicarmi e ritrovare la calma quando mi sentivo sopraffatta.
Perché lo racconto
Perché è la dimostrazione del principio che ripeto sempre: i rimedi non tolgono la prova. La prova resta, e va attraversata.
Superare i propri limiti è sfidante, ma avere gli strumenti giusti per sostenersi emotivamente rende il percorso molto più dolce. Sono uscita da quei due giorni stanca, ma felice e fiera di me.
La naturopatia è una disciplina bio-naturale a scopo non curativo: non sostituisce la diagnosi, la terapia o il parere del medico.